martedì 17 gennaio 2012

Riflessioni

Ho appena ascoltato la telefonata fra la Capitaneria di Porto e il comandante della Costa Concordia.
Schettino rischia "fino" a 15 anni di carcere.... e io mi domando quanto l'aver autorizzato una manovra insensata per salutare qualcuno su una banchina, non aver chiamato il May-Day per ore nonostante la nave imbarcasse acqua, essere responsabile della morte di un numero imprecisato di persone e di un probabile, enorme disastro ambientale peserà su questa preposizione temporale .
In un paese come il nostro passato il clamore dell'emergenza l'indignazione si attenua, il ricordo sbiadisce e la possibilità che questo omuncolo se la cavi con pochi, pochissimi anni di prigione non è affatto remota.
Mentre il Capitano aveva già abbandonato la nave e osservava la tragedia da uno scoglio, a bordo c'erano ancora bambini, anziani e invalidi e le scialuppe erano calate in mare dai cuochi e dagli addetti alle pulizie.
Senza fare della retorica quantomai inutile per una tragedia come questa, non credo che ci sia una punizione sufficientemente pesante da consentire a Schettino di ripagare il suo debito in terra. 
Mi auguro però che per una volta il tempo non faccia da panacea e che la Legge sappia trovare la via giusta.
Affinché quel "fino" si estenda il più a lungo possibile.

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